Prosegue il percorso formativo missionario della Diocesi di Macerata

 

POVERI. NOI?
Sono nata dove la pioggia porta ancora il profumo dell’ebano
Una terra dove il cemento ancora non strangola il sole
Tutti dicevano che ero bella come la notte africana
E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la perla Nera…
A 16 anni mi hanno venduta, un bacio a mia madre e non mi sono voltata
Nella città con le sue mille luci per un attimo mi sono smarrita…
Così laggiù ho ben presto imparato che i miei sogni erano solo illusioni
E se volevo cercare fortuna dovevo lasciare ogni cosa”

Quante storie come questa hanno attraversato e continuano a solcare il nostro mare. Quante notti africane non conoscono più quello sguardo di speranza che attende lì il suo domani. Ebano dà voce a storie di fuga, di sogni infranti, di possibilità smarrite. Loro, sono quelli che scappano, sono loro i poveri di questo tempo che bussano alle nostre delicate coscienze. E noi? Noi apriamo, chiudiamo, ci commuoviamo, scappiamo, denunciamo. Noi, dentro quel mondo che tutto rende narcotizzato, siamo spesso capaci di riconoscere le differenze, noi e loro, mai le analogie, profondamente convinti che i poveri sono loro e noi non possiamo farci nulla, se non a volte difenderci. Questo siamo noi? Sono davvero loro i poveri d’origine controllata?
“Noi noi no”, grida il testo di un’altra nota canzone. E proprio da questa sonora provocazione, che ancor più oggi squarcia il nostro orizzonte, nasce l’idea del percorso formativo missionario diocesano: “Poveri. Noi?”. Un’iniziativa promossa dall’equipe del Centro missionario per offrire ai giovani e meno giovani un tempo di riflessione sull’uomo e il mondo in cui vive. Come ci ricorda con chiarezza Papa Francesco: “Può essere missionario solo chi si sente bene nel cercare il bene del prossimo, chi desidera la felicità degli altri. Questa apertura del cuore è fonte di felicità, perché «si è più beati nel dare che nel ricevere » (At 20,35). Non si vive meglio fuggendo dagli altri, nascondendosi, negandosi alla condivisione, se si resiste a dare, se ci si rinchiude nella comodità. Ciò non è altro che un lento suicidio. (…) Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo.”. Una parola così vera e inequivocabile: scoprirsi missione, essere una missione, prima ancora di partire o essere in missione. Il percorso pertanto, strutturato in quattro incontri di due ore e un week-end, si pone questa finalità: costruire un cammino di animazione e formazione missionaria che accompagni, soprattutto i giovani, a maturare la scelta di vivere un’esperienza missionaria estiva di servizio e condivisione, sia in Italia che all’estero. Una scelta guidata dalle proposte delle associazioni e i gruppi missionari della Diocesi, favorita dalla conoscenza di iniziative di servizio e sensibilità missionaria presenti sul territorio, ma soprattutto nutrita di una consapevolezza fondamentale: scoprire l’umanità, quella vicina, quella lontana, quella che grida dentro ognuno di noi. Dalla coscienza di chi siamo, come viviamo nel nostro mondo occidentale, tracotante di mezzi, ma povero di senso e di relazioni autentiche, alla scoperta di quanto l’informazione possa confondere, piuttosto che formare alla verità. Decidere di partire, lasciare sicurezze per incontrare un mondo altro richiede coraggio, ma prima ancora la capacità di guardare con onestà che cosa accade intorno a noi. Tante le povertà, le ingiustizie, le guerre che travolgono il mondo. Risposta non c’è alle tante contraddizioni che si vedono, si sentono, si toccano. Offrire un luogo perchè tutto questo possa essere condiviso con umiltà e senso critico è un’opportunità da non perdere. Ogni uomo è una missione.

La missione di ogni uomo è prima di tutto non rinunciare a cercare un senso, un senso che risulterà più vero se costruito e sperato insieme. Per chi con noi vuole dire “noi no”, il prossimo incontro è sabato 9 marzo alle h. 17 presso il convento dei Cappuccini di Recanati: “Quali vie per essere meno poveri? Il potere della corretta informazione”, una riflessione guidata da Vincenzo Varagona, giornalista Rai.